2013 ~ Franco Codega

giovedì 19 dicembre 2013

Il centrosinistra e le politiche per la famiglia

Con questo breve intervento vorrei rassicurare quanti ritengono che la Giunta Serracchiani, e la sua maggioranza di centrosinistra, non abbiano a cuore il tema della famiglia con tutte le sue appendici. Il bilancio che abbiamo approvato nella serata di venerdì scorso non è stato facile, non nascondiamocelo. Abbiamo dovuto fare i conti con un decremento complessivo del 13% delle risorse disponibili. Sarebbe come se una famiglia, che fino a ieri poteva contare su un reddito di 1.000€ al mese, da oggi dovesse mangiare, mandare i figli a scuola, comprare le medicine e ristrutturare la casa con soli 870€ mensili. Un taglio non da poco! Alla luce di questa situazione economica avremmo potuto operare la scelta più facile, eseguire i cosiddetti “tagli lineari”. Avremmo potuto quindi scegliere di ridurre, senza alcun ragionamento di fondo, del 13% tutti i capitolo di bilancio, senza alcuna distinzione. Il centrosinistra ha invece scelto una strada diversa, ciò viene confermato dai numeri, non dalle chiacchiere! Il capitolo di bilancio che finanzia i consultori familiari di ispirazione cristiana è stato messo in sicurezza con uno stanziamento di 75.000€ e non è quindi rimasto a zero come leggo in qualche intervento apparso sulla stampa in questi giorni. La carta famiglia ha avuto un finanziamento di 9.000.000€. Nel settore dei servizi che riguardano più da vicino le nostre famiglie è facile notare che i due capitoli destinati ad abbattere le rette per gli asili nido, sono stati finanziati con 4.000.000€ uno e con 1.005.000€ l’altro. Per dovere di cronaca è giusto ricordare che la Finanziaria dell’anno scorso, votata dalla maggioranza di centrodestra che si erge sempre e comunque a difesa della famiglia, aveva deciso di lasciare a zero uno dei due capitoli. Il dato ancora più eloquente è rappresentato dalle spese totali destinate alla maternità e all'infanzia. Lo scorso anno erano stati messi a disposizione 21 milioni di Euro. Quest’anno, nonostante il calo generale del 13% di risorse, abbiamo ritenuto necessario riconfermare i 21 milioni. Spero, con questo intervento, di aver fatto un po’ di chiarezza sul tema.

mercoledì 11 dicembre 2013

La Finanziaria ai tempi della crisi

La finanziaria che stiamo discutendo oggi è chiaramente una finanziaria di assoluta emergenza. L'ho ricordato a tutti i colleghi consiglieri nel mio intervento in aula.
Nel 2011 i fondi disponibili erano 7 miliardi e 850 milioni, nel 2012 avevamo a disposizione 7 miliardi e 578 milioni, nel 2013  7 miliardi  e 516 milioni. Oggi i fondi disponibili sono 6 miliardi e 697 milioni. Un taglio, da un anno all'altro, di 800 milioni, dovuto anche alla impossibilità, quest’anno, di inserire l’avanzo presunto di bilancio. Una diminuzione del 12-13%.
In questa situazione è evidente la necessità di dover fare delle scelte, stabilendo delle priorità.
Innanzitutto era importante mettere in sicurezza i comparti della sanità e della protezione sociale. In secondo luogo era doveroso rivalutare quei comparti che, nella passata legislatura, erano stati impietosamente tagliati.
Alla sanità sono stati destinati 2 miliardi e 85 milioni. Circa il 4% in meno rispetto allo scorso anno. Anche in passato però ci sono stati momenti di diminuzione, pur in contesti economico-finanziari migliori di quello attuale.
Nella protezione sociale, le voci importanti sono state messe in sicurezza. L’Autonomia personale registra  47,7 milioni rispetto ai 51 dello scorso anno. Il Fondo regionale per il sostegno all'autonomia scende da 34 milioni a 32 milioni. Ma non bisogna dimenticare che nel 2011 contava solo 23 milioni. Il Fondo di solidarietà, 11 milioni e mezzo, resta uguale allo scorso anno. Il Fondo sociale  per la gestione dei servizi sociali dei comuni passa dai 71 milioni dello scorso anno a 70 milioni: sostanzialmente invariato.
L’istruzione. Ha fatto clamore sui giornali il fatto che sono stati tagliati alcuni contributi puntuali ad alcune scuole paritarie. Ma ci si dimentica in primo luogo che i tagli  sono stati  fatti a centinaia di capitoli puntuali di ogni tipo, sempre nella logica di preferire gli interventi a sistema e non ai singoli. In secondo luogo si deve tener conto che  il 90% dei fondi correnti per il sostegno dell'attività scolastica (sostegno al trasporto scolastico, sostegno ai libri di testo in comodato, potenziamento dell’offerta formativa) sono rivolti a tutti gli istituti, compresi i paritari. Non solo, la regione anticipa per loro gli 8 milioni e mezzo di contributi che poi arriveranno dallo stato.
Maternità e infanzia. Qui si è fatto un gran parlare dell'eliminazione di fondi per il "bonus bebè", come segno di un disinteresse di questa maggioranza per la famiglia. Non è affatto così. Innanzitutto la notizia vera è che i fondi destinati al comparto, nonostante le scarse risorse, sono rimasti sostanzialmente identici (21 milioni  a fronte dei 21 milioni e 870), ciò a testimonianza che l’attenzione è rimasta intatta. In secondo luogo il 95% delle poste dello scorso anno sono rimaste le stesse di quest’anno. Solo il "bonus bebè" è stato tolto nella logica di preferire la tenuta dei servizi rispetto ai contributi individuali. Il mio invito peraltro è stato anche quello di riprendere in considerazione la cosa almeno in fase di assestamento di bilancio.
L’unico comparto che ha visto un aumento delle risorse è stato quello della cultura.
Le spese per le iniziative culturali sono passate dai 23 milioni del 2013 ai 31 milioni di quest’anno. Si tratta evidentemente di un aumento vistoso, ricordiamoci però che proprio questo settore, negli anni precedenti, era stato letteralmente massacrato. Per far parlare i dati è giusto sottolineare che nel 2012 il settore poteva contare su ben 38 milioni. Un riequilibrio era quindi necessario.

Ho concluso con l'edilizia scolastica. Tutti conoscono lo stato di precarietà delle scuole della nostra regione: il 54% necessita di manutenzioni urgenti. Non è tollerabile che migliaia di nostri giovani stazionino, ogni giorno, in edifici insicuri. Nel bilancio, per tale finalità, sono allocati 11 milioni ma sono limiti di impegno  già presi in passato, Non c’è nulla di fresco. In assestamento dovremo ben ricordarcene.

mercoledì 20 novembre 2013

Celebrata in Consiglio regionale la Giornata Nazionale dell’Infanzia

Tra una normativa e l’altra, il Consiglio ha trovato il tempo di discutere una Mozione, presentata da tutti i Gruppi politici, per parlare della condizione dei bambini nel nostro Paese e nella nostra Regione. 
10 milioni e 837 mila sono i minori in Italia, due milioni di questi vivono in povertà e poco più di un milione versa addirittura in condizioni di povertà assoluta. L’iniziativa, promossa su sollecitazione dell’Organizzazione “Save the Children” si collega ad altrettante prese di posizione che in questi giorni vengono prese in altri 14 Consigli Regionali d’Italia. 

Cosa si chiede per la nostra regione? 
  • L’istituzione di un osservatorio sulla condizione di vita dei bambini e degli adolescenti; 
  • La reintroduzione della figura del “Garante per l’infanzia”, malauguratamente soppressa dalla precedente maggioranza di centrodestra; 
  • La definizione di politiche per contrastare le situazioni a rischio di disagio che riguardano i minori: la povertà innanzitutto, l’allontanamento dalle famiglie, la dispersione scolastica, le diverse forme di dipendenza.

Speriamo che dalle parole si passi ai fatti.

mercoledì 6 novembre 2013

Proposta di Legge n. 20: principio di uguaglianza

La Giunta Tondo si contraddistinse per una marcata chiusura riguardo l’accesso al welfare regionale da parte della popolazione migrante, ma dopotutto questo era il “pedaggio” da pagare ad una piccola forza della maggioranza del tempo, la Lega Nord.
Tra il 2008 e il 2009, vennero approvati tutta una serie di provvedimenti che noi contestammo nelle sedi opportune e che, come volevasi dimostrare, vennero dichiarate in contrasto con la Costituzione, con la normativa nazionale vigente in materia e con le direttive comunitarie. Le stesse norme vennero inoltre contestate anche dai tribunali locali.

In data 30 giugno infatti usciva l’Ordinanza R.L n. 530/10 del Giudice del Lavoro del  Tribunale di Udine, che in seguito ad un ricorso di un cittadino rumeno, per essere stato escluso, da parte del Comune di Latisana, dall’accesso al Bonus Bebè, in ottemperanza alle leggi regionali di cui sopra si è parlato, ha dato ragione al ricorrente e torto al Comune. Il 17 di novembre sempre il tribunale di Udine emetteva una ordinanza analoga contro il Comune di Majano.
 Il 9 febbraio 2011 esce la sentenza della Corte costituzionale, la n. 40, che dichiara incostituzionali diversi commi della legge regionale n. 24 del 2009. Era la legge che, di fatto, tagliava fuori dall’accesso al sistema integrato dei servizi i cittadini comunitari.
 Il 4 aprile intervenne l’ANCI regionale. Eravamo ormai all’assurdo. Di fronte alla latitanza della Regione, di fronte ad uffici che non davano risposte e scaricavano tutte le responsabilità sui Comuni, di fronte ai Comuni che non sapevano più raccapezzarsi in una situazione che di logico non aveva più nulla, il Presidente dell’ANCI regionale, a nome della associazione intera, invitava formalmente tutti i Comuni della regione a disapplicare le leggi regionali del settore.
In data 8 aprile 2011 venne comunicata una formale Procedura di infrazione da parte della Commissione Europea nei confronti della Regione Friuli V.G. proprio per le sue norme nei confronti degli immigrati e la relativa costituzione in mora.
Venne così promulgata il 30 novembre la legge regionale n. 16/2012. Anche questa legge però non andava bene. In Aula, in maniera chiara e solenne ne affermammo i chiari profili di incostituzionalità. Ma non fummo ascoltati. Difatti, in data 27 gennaio 2012, il Consiglio dei ministri impugnò anche la legge regionale n. 16. Ed è del 19 luglio 2013 la sentenza, la n. 222, della Corte costituzionale che dichiara la illegittimità costituzionale degli articoli 2 e 8, comma 2, nonchè dell’articolo 9 della legge.

Con questa nuova maggioranza finalmente cambiamo musica!


Affermiamo il principio di uguaglianza tra le persone residenti in regione stabilendo le priorità di trattamento nell’accesso alle prestazioni sociali. Eliminiamo il requisito dei 24 mesi di residenzialità per accedere agli interventi economici erogati dai Comuni. Si estendono anche agli stranieri, di cui all’art. 41 della Legge 286/1998, alcuni interventi a sostegno della famiglia, della natalità dell’edilizia convenzionata e del diritto allo studio.

mercoledì 23 ottobre 2013

Consiglio Comunale dei ragazzi: 7 parole chiave


Ieri pomeriggio ho partecipato alla giornata di apertura del corso di formazione, rivolto a docenti e a educatori, sul progetto "Consigli Comunali dei ragazzi di Trieste" dal titolo "SE IO FOSSI SINDACO". E' la prima volta che a Trieste viene attivata un'esperienza di questo tipo e gli obiettivi che si prefigge sono alti:
  • Avvicinare i ragazzi al tema della partecipazione e della cittadinanza attiva
  • Aumentare il senso di appartenenza alla comunità
  • Rendere i ragazzi protagonisti e partecipi delle scelte


La nascita di un Consiglio Comunale dei ragazzi anche a Trieste, non può che vederci favorevoli. Se non vogliamo però che la cosa si trasformi in una iniziativa di facciata, dobbiamo renderci conto di cosa questa operazione comporti: una radicale messa in discussione dell’atteggiamento che spesso noi  adulti abbiamo nei confronti dei ragazzi e dei giovani in genere.
Innazitutto domandiamoci: crediamo davvero nei ragazzi? Rispettiamo davvero la loro identità profonda?

Sette sono le parole chiave, cartina al tornasole per verificarlo:
  • SOGGETTIVITA': i ragazzi non sono gli "oggetti" della nostra azione educativa o di trasferimento di  istruzione, ma i soggetti di una stagione e modalità di crescita che noi dobbiamo rispettare.
  • PUREZZA: i ragazzi sono espressione di una verginità di valori, che spesso noi abbiamo smarrito. Il loro "senso della giustizia" spesso è acerbo e ci disturba, ma non dobbiamo aver paura di lasciarlo esprimere, anche se questo ci mette in crisi. Un educatore che non si fa mettere in crisi dai giovani che ha davanti vuol dire che ha sbagliato mestiere.
  • ORIGINALITA': il punto di vista dei ragazzi è diverso dal nostro. Noi tendiamo a mettere ogni questione in una casella di un mosaico già precostituito. In loro il mosaico non c’è ancora. La loro originalità ci disorienta. Ma va accolta.
  • CREATIVITA': Il nostro agire quotidiano ha un andamento ripetitivo e talvolta stantio. Il loro modo di procedere è quello di innovare giorno dopo giorno. Lasciamo spazio a questa creatività, sarà fertile di frutti.
  • ENTUSIASMO: i ragazzi sono esuberanti, esprimono, giorno per giorno, cosa per cosa, la meraviglia della vita. E questo si trasforma in energia. Guai soffocare questa energia.
  • RESPONSABILITA': i giovani sanno cosa significa "prendersi cura", "farsi carico" del problema degli altri. Non trasformiamo la scuola, l’educazione in un fatto meramente cognitivo. Essa deve essere soprattutto palestra di relazioni "nuove", capaci di  trasformare ogni gruppo di lavoro in "comunità  di vita".
  • AMICIZIA: se  le precedenti sei parole sono messe in pratica i ragazzi riversano tra di loro e su tutti gli adulti che a loro stanno vicini vero affetto e amicizia, e la scuola, il gruppo diviene una vera comunità. 
Solo con queste premesse un nuovo consiglio comunale dei ragazzi può trasformarsi in un evento di vera democrazia.



martedì 15 ottobre 2013

Repubblica titola "Grande Guerra, la memoria tradita niente fondi per il centenario"...il FVG approva una legge e la finanzia con 3 milioni

È apparso questa mattina, sulle pagine del quotidiano nazionale “La Repubblica”, un intervento a firma di Paolo Rumiz che titola: “Grande Guerra, la memoria tradita niente fondi per il centenario così l’Italia rischia la figuraccia”. Si ritiene opportuno sottolineare invece che la Regione Friuli-Venezia Giulia è già intervenuta nei temi e nei modi opportuni. Nella seduta del Consiglio Regionale di mercoledì 25 settembre 2013, ha approvato, praticamente all'unanimità, una nuova norma di legge denominata "Tutela e valorizzazione del patrimonio storico culturale della Prima guerra mondiale e interventi per la promozione delle commemorazioni del centenario dell'inizio del conflitto". Con questa norma la nostra regione ha recepito la necessità di dotarsi di strumenti adeguati per commemorare nella giusta maniera il centenario di un evento tragico che trasformò e sconvolse la storia d'Europa e di queste terre in particolare. Nonostante le ristrettezze economiche del momento, la Giunta presieduta da Debora Serracchiani, è riuscita a reperire, solamente per avviare le commemorazioni, ben 3.000.000 di Euro. Il Friuli-Venezia Giulia, questo è sicuro, la sua parte la farà.

giovedì 26 settembre 2013

Approvazione della legge sulla Prima Guerra

Nella seduta del Consiglio Regionale di mercoledì 25 settembre 2013 abbiamo approvato, praticamente all'unanimità (solo 4 astenuti) una nuova norma di legge denominata "Tutela e valorizzazione del patrimonio storico culturale della Prima guerra mondiale e interventi per la promozione delle commemorazioni del centenario dell'inizio del conflitto". 
Con questa norma la nostra regione ha recepito la necessità di dotarsi di strumenti adeguati per commemorare nella giusta maniera il centenario di un evento tragico che trasformò e sconvolse la storia d'Europa e di queste terre in particolare.
Fondamentale, per inquadrare al meglio lo spirito della nuova normativa, è l'incipit della legge: "Sostenere la crescita di una cultura della pace e della pacifica convivenza" e "favorire la riflessione sui fatti storici della Prima Guerra mondiale, sui meccanismi economici sociali e psicologici alla base dei conflitti tra le nazioni".
Abbiamo voluto sottolineare la valenza didattica di questo centenario, ritengo infatti che il momento della meditazione collettiva non sarà veramente compiuto se non diventerà memoria sedimentata e acquisizione di coscienza delle nuove generazioni.
Nell'art.5 della norma si vanno ad articolare le fattispecie di iniziative che meritano il contributo regionale. Qui si è voluto comprendere anche il recupero della memoria storica in riferimento alle sorti dei militari e delle popolazioni civili coinvolti nel periodo 1914-1920. La Prima Guerra mondiale non fu infatti solo uno scontro bellico ma una "guerra totale" che sconvolse tutti gli aspetti della vita umana: la vita sociale, culturale, economica, civile.
Non è per noi stessi che facciamo queste cose, ma per consegnare ai nostri giovani una nuova consapevolezza, una nuova identità come persone, come uomini, come cittadini: uomini non più costruttori di trincee ma di ponti; uomini non più artefici di scontri ma artigiani di incontri.

lunedì 16 settembre 2013

Codega non è mai stato nei guai...tutto regolare!

Ho da poco ricevuto dal mio avvocato la notizia che questa mattina il Pubblico Ministero ha richiesto al GIP l'archiviazione del mio caso sulla questione del pagamento dei due biglietti aerei. Ero convinto prima e sono convinto adesso che non solo si trattasse di attività prettamente istituzionale, ma anche di attività assolutamente doverosa per un consigliere che vuol fare iniziative politiche e non solo scaldare i banchi. Ed i fondi  dei Gruppi consiliari a questo erano dedicati. Sono contento quindi che il PM abbia riconosciuto in tempo record (praticamente il giorno dopo la mia deposizione!) la regolarità delle mie spese e ringrazio tutti coloro che in questi giorni  mi hanno espresso solidarietà e fiducia.
E ora, al lavoro!

mercoledì 11 settembre 2013

Proposta di legge sulla Prima Guerra Mondiale

Ieri nella Sesta Commissione del Consiglio Regionale è iniziato l’esame della Proposta di legge n.7, finalizzata alla valorizzazione del patrimonio storico culturale della Prima Guerra Mondiale
Il testo di partenza, a prima firma di Rodolfo Ziberna, riprendeva nella totalità il testo già predisposto dal Centrodestra alla fine della scorsa legislatura e mai andato in aula. L’accelerazione della presa in esame  del testo è dettata dalla necessità data dal fatto che il 2014 è alle porte e non si può arrivare a quell'appuntamento impreparati. La filosofia del testo a suo tempo predisposto, ricalcava una esigenza senz'altro legittima, ma deviante se restava l’unica in campo: promuovere un turismo della memoria e nient’altro. Dal nostro punto di vista bisognava integrare un altro elemento, per noi ancora più importante, ossia quello di promuovere, con l’occasione della commemorazione, una  conoscenza più precisa e più obiettiva delle vicende che hanno coinvolto uomini e cose di quel periodo in queste nostre terre e far scaturire una riflessione nel segno di una incentivazione della cultura della pace. E così è stato fatto. 
In un clima di serena collaborazione tutti hanno sostanzialmente condiviso la nuova impostazione. L’incipit infatti  del primo comma del primo articolo così recita “Al fine di sostenere la crescita di una cultura della pace e della pacifica convivenza tra i popoli la Regione promuove la valorizzazione e la conoscenza del patrimonio storico culturale ed ambientale attinente ai fatti della Prima Guerra Mondiale”. Anche all'art. 2 si è provveduto a distinguere tra patrimonio “materiale”, quali musei, fortificazioni, cippi, monumenti, e il patrimonio “immateriale”, quale produzioni letterarie, artistiche, studi e ricerche.

Con questo si è voluto sottolineare l’aspetto culturale e meditativo che la commemorazione di  tale evento deve  suscitare. L’inizio quindi è stato buono. Speriamo che il proseguo lo sia altrettanto.

martedì 10 settembre 2013

Nel segno della trasparenza


Ritengo opportuno scrivere qualche riga riguardo le notizie apparse in questi giorni sui media regionali. 
“Spese folli, Codega nei guai per un volo”, così titolava il quotidiano locale sabato mattina. Non ci sono né “spese folli” né “guai”.

Una premessa.

Alla Guardia di Finanza, alla Procura, alla Corte dei Conti dico grazie. Non è mai piacevole finire sotto la lente di ingrandimento di una persona terza che verifica la tua condotta ma è giusto che ciò avvenga. Io, da cittadino, mi sento tutelato nel sapere che c’è chi controlla come i soldi delle nostre tasse vengono spesi, che conta ogni centesimo di denaro che noi, pubblici esponenti chiamati a gestire la cosa pubblica, utilizziamo.

Veniamo ora a quanto successo in questi giorni.

Ho ricevuto, da parte della Guardia di Finanza, un “invito per la presentazione” al fine di chiarire i motivi di due spese sostenute. L’ammontare totale sul quale sono invitato a fornire spiegazioni è di 429€ corrispondenti all'acquisto di due biglietti aerei.

1.       Il primo biglietto, intestato al sottoscritto, è per un volo A/R Trieste – Roma effettuato in data 15-16 ottobre 2011. Perché sono andato a Roma in tale data? Perché sono stato invitato e ho partecipato, in qualità di esperto per il Gruppo Regionale del Partito Democratico, al Forum Nazionale del Partito Democratico sulla scuola. Ritenevo, e ritengo a tutt'oggi, che fosse mio dovere istituzionale parteciparvi.
2.       Il secondo biglietto è per un volo A/R Roma – Trieste effettuato in data 19-20 ottobre 2011. Questo biglietto non era intestato a me ma al Sig. Franco Passuello.
Passuello, ex presidente nazionale delle ACLI, era stato invitato a Trieste in quanto principale relatore ad un convegno promosso dal movimento dei Cristiano Sociali di Trieste sul tema “Interdipendenza mondiale nello sviluppo: il ruolo della solidarietà”. L’iniziativa si è svolta in collaborazione con il Gruppo Regionale del Partito Democratico, nella “Sala Tessitori” (sala conferenze ufficiale della Regione!). In quel convegno era stato affidato a me l’intervento conclusivo della serata. Anche questa attività risulta essere del tutto istituzionale.

Sono convinto che tutto ciò sia conforme a quanto prescritto dai regolamenti e, cosa ancora più importante, sono convinto di non aver utilizzato il denaro pubblico con finalità diverse da quelle istituzionali.

  

venerdì 6 settembre 2013

Edilizia scolastica: cambiamo marcia!

In questi giorni la Commissione Sesta del Consiglio Regionale sta affrontando la questione dell'edilizia scolastica. Ieri abbiamo ascoltato i funzionari regionali competenti mentre giovedì ascolteremo gli assessori  delle quattro province e gli assessori comunali delle città principali. 
La situazione è molto diversificata e cambia da territorio a territorio: bene Pordenone, malissimo Trieste. Nella nostra città gli istituti sono in gran parte ospitati in edifici storici che necessitano di massiccia e continua manutenzione. 
Negli ultimi 10 anni le province della regione hanno goduto dei seguenti finanziamenti:
  • Udine: 79 milioni di Euro
  • Pordenone: 56 milioni di Euro
  • Trieste: 42 milioni di Euro
  • Gorizia: 21 milioni di Euro

Facendo la somma vediamo che sono stati erogati finanziamenti per un totale di quasi 200 milioni di Euro, una media di 20 milioni all'anno. Neanche male!
Peccato però che negli ultimi anni il calo sia stato pauroso. La Finanziaria regionale del 2012 ha previsto uno stanziamento di 12 milioni. L'ultima Finanziaria di Tondo, quella del 2013: nulla.
Risulta evidente a tutti che così non possiamo andare avanti. E' necessario un cambio di marcia e sono convinto che con questa nuova Giunta possiamo farcela!

lunedì 19 agosto 2013

CIE di Gradisca: due semplici domande al prefetto

Lo avevamo già detto all'indomani della visita al CIE di Gradisca di qualche settimana fa: questa struttura, almeno così come oggi è gestita, va chiusa. Le condizioni di vita delle persone ivi "trattenute" sono inaccettabili. Esse sono molto più restrittive di quanto previsto dalle Direttive europee in materia. Esse sono spesso al limite nel rispetto dei diritti umani  fondamentali: difficoltà di comunicare con l'esterno, privazione di uno spazio mensa, somministrazione di psicofarmaci, deprivazione di ogni libro o giornale cartaceo, stazionamento in recinti-gabbia. L’efficacia di questo trattamento è poi quasi nulla . L’identificazione, se non avviene entro i primi due mesi, non avviene più.  Mantenere questi stranieri così a lungo, è una tortura inutile. Già denunciavamo  il rischio di ribellione ad una tale situazione di repressione ingiustificata. E’ già avvenuto in passato ed è avvenuto anche in questi giorni. La situazione del giovane marocchino in condizioni gravissime all'ospedale di Cattinara è l’emblema di una situazione che non si è voluto, o non si è saputo, governare. Tutto questo è intollerabile! Ci domandiamo: il prefetto di Gorizia era a conoscenza delle condizioni di vita all'interno del CIE? Quali interventi sono stati predisposti per garantire un trattamento ai "trattenuti" che sia rispettoso della normativa europea e nazionale? 

venerdì 9 agosto 2013

Qualche riga sul Fondo Trieste

Il Fondo Trieste "risuscita", almeno in parte. 
E’ dal 2009 che non viene più finanziato, ma gli uffici hanno scoperto che non tutto quello che era stato dato a imprese o enti, è stato speso. Per cui hanno richiesto indietro il “non speso” ed è saltato fuori un "tesoretto" di 2.684.000€.
E’ già scattato l’assalto alla  diligenza….. 
Credo che non sia possibile, né auspicabile, una distribuzione a pioggia. I nuovi fondi a disposizione infatti debbono rispettare i vincoli di destinazione generale già a suo tempo previsti. Abbiamo pertanto:
  • 850.000€ per imprese e artigianato 
  • 900.000€ per università e ricerca 
  • 926.000€ per l’edilizia scolastica
Durante la prima riunione è emersa l’idea di accorpare il massimo possibile per l’edilizia scolastica, il che non è male, vista la situazione! Gli uffici della prefettura verificheranno l’ipotesi di utilizzare in questo senso i fondi previsti per le imprese.
Per la ricerca  si pensa ad eventuali assegni di ricerca per giovani ricercatori. Non sarebbe male, visto lo stato della ricerca e dei giovani in questo periodo. 
Sono stato eletto presidente del Fondo. Vedrò di garantirne l’utilizzo più saggio e più trasparente.

lunedì 29 luglio 2013

Audizione Direttore dell'Ufficio Scolastico Regioanle

Venerdì mattina si è riunita la VI Commissione con ordine del giorno, l’audizione del Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale, la dott.ssa Beltrame. Desiderio della commissione era quello di comprendere meglio alcuni temi legati alla questione degli organici dei docenti e dei presidi, riguardo ai temi del sostegno e del dimensionamento delle scuole.

Per quanto riguarda gli organici degli insegnanti, la dott.ssa Beltrame è stata molto chiara nello spiegare ai membri della commissione che il suo potere di decisione è limitato. Con l’Anno Scolastico 2011/2012 si è terminato il triennio di applicazione della Riforma Gelmini che ha tagliato personale docente. In regione abbiamo perso circa 1.200 cattedre. Per quanto concerne l’organico per l’A.S. 2013/2014, il numero generale degli alunni è rimasto sostanzialmente quello dello scorso anno, le cattedre dei docenti sono sei in più.

Alcuni consiglieri presenti hanno posto delle domande sulle scuole con insegnamento della lingua slovena, facendo intendere una leggera vena polemica…
Il numero degli alunni per classe è chiaramente sottodimensionato rispetto alle scuole italiane, ma ciò è dovuto alle norme internazionali.  Riguardo ai requisiti dei docenti, gli insegnanti che prestano servizio presso queste scuole non hanno alcun tipo di “percorso preferenziale rispetto a quelli che vanno a prendere servizio nelle scuole italiane. Logicamente i primi, dovranno sostenere un esame specifico per attestare la padronanza della lingua slovena. Questa è l’unica differenza!

Sulla questione del dimensionamento scolastico…sembra un argomento meramente tecnico-amministrativo ma ha in realtà delle ricadute concrete sulla gestione quotidiana delle scuole. Ricadute che vanno poi a determinare la conduzione dei luoghi di studio e formazione dei nostri figli e nipoti. Sicuramente nel passato abbiamo accorpato troppo, creando megaistituti e troppe scuole sono rimaste sottodimensionate. E così di fronte ad un MIUR che ci assegnerebbe 160 autonomie scolastiche, noi ci ritroviamo con solo 158 scuole, di cui ben 20 sottodimensionate! Sembra una follia!

Il sostegno ai ragazzi con disabilità. Questo argomento, più di tutti gli altri, è di estrema delicatezza, perché tocca la quotidianità di chi ha più difficoltà. Per assegnare gli insegnanti di sostegno non ha senso, sostiene la dott.ssa Beltrame, applicare la divisione proposta dalla 104 tra “gravi” e “non gravi”. La 104, infatti, non è una legge tarata sulla scuola, ma è una norma sull’integrazione delle disabilità in senso lato e le distinzioni che opera hanno valenza più che altro clinica. Se noi operassimo la distribuzione degli insegnanti di sostegno seguendo quelle indicazioni ci troveremmo nella situazione in cui un alunno con il diabete (classificato gravissimo dal punto di vista clinico) avrebbe a disposizione un insegnante di sostegno ad hoc (assolutamente sovrabbondante perché il ragazzo non ha problemi cognitivi), mentre un ragazzo con una disabilità cognitiva (classificato meno grave dal punto di vista clinico) si vedrebbe ridotto il monte ore dell’insegnante di sostegno (mentre ne avrebbe assolutamente bisogno).
Su questo tema molto può e deve fare la Regione. Nel passato è mancato un accordo organico con l’amministrazione scolastica su questo tema, ora credo sia necessario mettere mano alla questione e produrre un accordo organico.

giovedì 25 luglio 2013

Servizi educativi: piccole modifiche per grandi risultati

Parlare di "politiche per la famiglia" significa lavorare perchè si realizzino fatti concreti. I fatti che vorrei portare alla vostra attenzione, riguardano la questione dei servizi educativi per la prima infanzia
Dall'analisi della domanda/offerta per l'A.S. 2012/2013 a Trieste, sappiamo che la sinergia tra pubblico e privato mette a disposizione della famiglie triestine 1477 posti totali. Decisamente un'offerta di tutto rispetto sotto il profilo della "quantità" e della "qualità".
Buone notizie per le famiglie del Friuli Venezia Giulia, e soprattutto per quelle di Trieste, arrivano dall'ultima manovra di assestamento di bilancio che abbiamo votato in Consiglio Regionale qualche giorno fa. La Giunta ha infatti presentato due emendamenti, che hanno avuto quasi consenso unanime. Il primo emendamento dà la possibilità ai Comuni di concedere la deroga all'esistenza dell'area esterna "nel caso in cui i servizi per la prima infanzia prevedano un orario giornaliero di utilizzo del servizio non superiore alle sei ore". La facoltà di concedere la deroga sullo spazio esterno è di fondamentale importanza soprattutto nei comuni, come Trieste, ad alta densità abitativa in cui risulta spesso impossibile poter usufruire di un'area esterna.
Il secondo emendamento è rivolto invece ai servizi sperimentali. Coloro i quali non si sono ancora messi in regola con le nuove norme previste dalla modifica della L.R. n.20 del 2005, potranno continuare ad operare fino al 31 agosto 2014. Senza questa deroga avrebbero dovuto sospendere il loro importante servizio il 31 agosto di quest'anno.
Sono sicuramente delle piccole modifiche alle normative ma che permettono alle famiglie di Trieste di vedere inalterata l'offerta educativa per i più piccoli.

sabato 20 luglio 2013

Welfare padano...bocciato

Lo avevamo detto sistematicamente  nei lavori di commissione preparatori alla legge .
Lo avevamo riaffermato  pubblicamente durante tutti i lavori di aula  nel novembre 2011 : la nuova versione della legislazione sugli immigrati , messa in piedi dalla allora Giunta Tondo  in sostituzione della precedente impugnata dalla stessa Commissione Europea, ancora presentava profili di incostituzionalità. Non si è voluto ascoltare, si è voluto  andare  avanti supini ad una visione  della  Lega  Nord  assolutamente improponibile e oggi se ne vedono i risultati. Ieri la Corte Costituzionale appunto  ha bocciato anche la L.R. n.16/2011, la seconda versione riveduta ma non ancora corretta del welfare padano. Abbiamo ancora agli atti i  nostri comunicati  trasmessi alla stampa  pochi giorni prima della discussione della legge in aula, che enunciavano con chiarezza i motivi della incostituzionalità.

Primo
Richiedendo due anni di permanenza in regione  quale requisito per l’accesso al welfare , era evidente la discriminazione indiretta nei confronti sia degli altri cittadini comunitari, ma anche degli altri cittadini italiani provenienti da altre regioni e perfino dei figli dei nostri corregionali che attualmente risultano residenti all’estero per motivi di studio o di lavoro.  

Secondo
Anche ai rifugiati e ai titolari di protezione sussidiaria si  richiedeva il requisito di  due anni di permanenza in regione. Requisito che ovviamente, data la particolare natura dei soggetti in questione , era praticamente impossibile da ottemperare e quindi si configura come chiara discriminazione indiretta. 

Terzo
L’esclusione dall’accesso al welfare di intere categorie di persone , quali tutti gli stranieri regolarmente soggiornanti ma non  residenti in Italia da almeno 5 anni ( vedi art. 9 ) , rientrava nella stessa fattispecie  di violazione dell’art. 3 della costituzione denunciato dalla sentenza n. 40 della Corte costituzionale.

Siamo pertanto soddisfatti  che la Corte Costituzionale abbia rimesso le cose a posto. Sarà compito pertanto di questa maggioranza rivedere  totalmente  la materia e ripresentare una normativa generale di accoglienza degli stranieri che sia consona con la nostra Costituzione e con le tradizioni di civiltà e accoglienza di questa nostra regione.

http://messaggeroveneto.gelocal.it/cronaca/2013/07/20/news/la-consulta-boccia-il-welfare-padano-in-versione-soft-1.7450478

martedì 16 luglio 2013

Intervento in Aula sull'assestamento 2013

Già la Corte dei Conti, pochi giorni fa, lo aveva ricordato. La struttura dei nostri bilanici, in questi ultimi anni, dato l'incalzare della crisi, lascia ben pochi margini per una allocazione di poste dettate da una libera scelta strategica e progettuale. Considerate le risorse necessarie per la sanità, per i servizi sociali, per il trasporto pubblico, resta a mala pena il 15% risorse "libere", su cui poter fare delle scelte per una progettazione politica innovativa. Ed è quello che succede oggi, con questa manovra di assestamento, che ben pochi margini lascia all'inventiva, considerato che tutte le poste sono praticamente "obbligate".  Ciò vale ancora di più per le scelte che la precedente amministrazione regionale ha fatto, tra cui quella che personalmente non ho maio condiviso, di una politica di riduzione progressiva e costante di un debito, quello regionale, che era del tutto sopportabile. Tale operazione non ha fatto altro che sottrarre liquidità al sistema, aggiungendo austerità ad austerità. Ciò non ha quindi giovato all'economia regionale. Al contrario ha avuto effetti depressivi. Prova ne sono una serie di indicatori economici, di cui ogni tanto si viene a conoscenza, e che stanno a testimoniare questo "arrancare" della nostra economia rispetto al resto del nord-est del paese. Export nel primo trimestre del 2013: FVG -4%, Triveneto +2.1%. Dal 2009 il 4.4% delle imprese fallite: tra i primi posti in Italia. Nel 2012 crollo del mercato dell'auto: -26.6% rispetto alla media nazionale del 19.87%.

Eppure si è continuato fino all'ultimo con la politica della riduzione dell'indebitamento. Anche questo assestamento ne è una vittima. La decisione di ridurre nell'ultima Finanziaria un'ulteriore quota di 150 milioni di debito, ha contratto paurosamente le risosrse messe a disposizone, compromettendo il normale funzioanmento di interi comparti. Si veda per esempio la partita delle rette per gli asili nido, la formazione primaria, il Piano dell'offerta formativa e via dicendo.

E' chiaro che siamo di fronte alla necessità di un cambio di rotta. Il rilancio economico e sociale del Friuli - Venezia Giulia nel prossimo futuro, passa atrtaverso almeno tre linee di forza che vanno assolutamente percorse.

  1. Il recupero di risorse finanziarie. Va assolutamente ritrattato l'accordo Tremonti - Tondo sui 370 milioni che noi ci siamo impegnati a versare a Roma per un federalismo che non è mai partito. E allo stesso tempo deve essere rinegoziato il Patto di Stabilità, sempre con Roma, al fine di poter ampliare quegli spazi di manovra finanziaria che sono assolutamente essenziali per gli interventi e le attività dell'intero sistema degli Enti Locali della nostra regione.
  2. Il sostegno alle attività produttive e al mondo del lavoro attraverso tutti i sistemi che anche in questi anni abbiamo, quasi sempre consensualmente, messo in piedi: rifinanziamento dei vari fondi strutturali per immettere liquidità, politiche attive del lavoro, incentivi alle assunzioni e alle stabilizzazioni del lavoro, tenuta degli ammortizzatori sociali e, soprattutto, investimenti. Il nostro sistema non si riprenderà se non saprà riposizionarsi nel mondo globale attraverso un rinnovamento della qualità dei prodotti e dei processi che si imponga nei mercati dei diversi continenti.
  3. Inaugurare una stagione di colaborazione tra le diverse forze politiche nella nostra regione. In un momento storico di gravissima e perdurante difficoltà, siamo di fronte alla più grave crisi economica del dopoguerra. Non possimao uscirne se non con una grande capacità di sinergia tra tutte le forze politiche e sociali. Dobbiamo fare massa critica affinchè si possano portare a casa dei risultati significativi. Questo vale nei confornti di Roma, ma anche nella gestione delle partite che incidono sul nostro territorio. Riferendomi alla sola realtà di Trieste, non c'è chi non può scorgere che solo con il concorso di tutti, si potranno sbloccare delle partite che languono ormai da anni, se non decenni, e che bloccano paurosamente lo sviluppo del territorio: penso alla questione del Proto Vecchio, del Sito Inquinato, della Ferriera e via dicendo. Il clima che si è riscontrato nei lavori di commissione lascia ben sperare. E' stato un clima costruttivo e colaborativo. Io credo che i nostri cittadini si aspettino da noi non la politica urlata e litigiosa, ma la politica fattiva che è capace di dare risposte.
Ma intanto siamo a questo assestamento.

Le scelte fatte dalla Giunta sono del tutto condivisibili. Esse appaiono dettate, come dicevamo, in parte dalla necessità di coprire vuoti lasciati dalla Legge Finanaziaria 2013 di Tondo e in parte da scelte di buon senso: i 12 milioni per le politiche attive del lavoro, gli 8 milioni per l'abbattimento delle rette degli asili nido, i 6 milioni e mezzo per l'edilizia residenziaele, i 780 mila euro per la manutenzione della prima casa, i quasi 2 milioni per il fondo di rotazione nel settore agricolo...

Mi soffermo ora su alcune lacune, perchè particolarmente significative.

Si è dovuti interventire sul settore scuola. Innanzitutto perchè vi erano poste paurosamente carenti e bisognava parare il colpo. Così sono stati messi 700.000€  per potenziare i fondi per il trasporto scoalstico; è stato fornito di risorse adeguate, 2.800.000€  (prima era ridotto a zero!) il capitolo relativo al potenziamento dell'offerta formativa nelle scuole; è stata assicurata la seconda tranche per l'insegnamento della lingua friulana nelle scule; è stata garantita la posta per la prima formazione al sistema dell'istruzione eformazione professionale. Quello che colpisce è come si sia dovuto intervenire così significativamente in un campo, quello dell'educazione e dell'istruzione, che evidentemente era stato sotto considerato dalla precedente Giunta. Resta comunque ancora un nervo scoperto su questo settore: quello annoso dell'edilizia scolastica. A tutti sono note le condizione delle nostre scuole. Lasciarle negli stati in cui sono è un brutto messaggio che noi lanciamo ai nostri ragazzi. Il messaggio non verbale per cui le scuole sono l'ultima cosa che interessa all'amministrazione pubblica. Se questo è e resta il messaggio, gli stessi agiscono di conseguenza.

Università e ricerca. Accennavo prima, e tutti a parole sono convinti e non fanno che ripeterlo ogni giorno, che la ricerca e l'innovazione del sistema produttivo è uno dei filoni principe per il rilancio e la tenuta del nostro sistema produttivo. Però le azioni non sono sempre conseguenti! con gli scarsi fondi rimasti a disposizione, la Giunta ha giustamente cercato di implementare alcune poste a favore del sistema universitario (1.5 milioni), del Conosrzio dell'Area di Ricerca (150.00€), dell'OGS (250.000€) e del Sincrotrone (250.000€). Ma è evidente che qui va pensato, in prospettiva, un vero e proprio cambio di rotta. Anche facendo riferimento ai fondi comunitari, va messa in campo una strategia di rilancio vero e proprio. In Friuli - Venezia Giulia abbiamo un sistema universitario di ottimo livello, parchi scientifici di assoluta eccellenza. Dobbiamo cogliere la giusta opportunità che abbiamo davanti.

Sulla cultura il discorso è già noto. Anche qui, in passato, si è avuta una sottovalutazione dell'intero comparto. La cultura non è stata vista come parte del sistema produttivo ed ha rappresentato invece un settore a cui mettere mano per attuare risparmi. Negli ultimi quatrto anni il taglio medio è stato del 50%. I fondi poi messi in finanziaria non erano sufficienti per dare agli Enti neanche il minimo previsto dalla fascia. Il lavoro pertanto svolto dall'assessore per rimettere un po' a posto le cose è stato ed è sacrosanto. E' chiaro che anche qui siamo di fronte alla necessità di un riordino dell'intero settore. Con le risosrse calanti è chairo che dovranno essere fatte scelte per diminuire la quantità degli interventi, garantendo però la qualità.

Un ultima osservazione.

Anche nei momenti di crisi e di difficoltà emergono la cività e i valori di una comunità. La crisi è forte, ma non dimentichiamoci che la nostra crisi è senz'altro di carattere economico, ma anche e forse soprattutto morale. Cresce la povertà, ma aumentano anche le diseguaglianze. Aumentano i poveri, ma anche i super ricchi. Il reddito medio sarebbe sufficiente per una vita dignitosa per tutti. Se questo non avviene è perchè non abbiamo il coraggio, la forza morale per una equa distribuzione delle ricchezze. La crisi quindi è anche morale. Per questo non possiamo dimenticare un riequilibrio delle risorse a favore dei poveri di casa nostra (e tutte le politiche che abbiamo messo in piedi vanno in questa direzione!), ma anche un riequilibrio, per quanto simbolico, con le comunità povere con le quali la nostra gente ha contatti in diverse parti del mondo. Parti del mondo molto, ma molto più sfortunate di noi. E' incredibile come nei tre capitoli per la cooperazione allo sviluppo, la Finanziaria 2013 non abbia previsto nulla! Giustamente l'attuale Giunta vi ha posto rimedio, ma le risorse che ha potuto metterci (600.000€ in tre capitoli) non rispondono neanche lontanamente alle tradizioni di solidarietà e di condivisione comuni alle genti e ai giovani della nostra regione. L'auspicio è che si preveda nel prossimo futuro un'attenzione maggiore alla cultura della solidarietà tipica della nostra regione. 
Non aggiungiamo ad un processo di  impoverimento delle
risorse anche un impoverimento di civiltà!

venerdì 12 luglio 2013

Una proposta ai GD

Oggi, alla libreria Lovat di Trieste, ho lanciato una proposta ai Giovani Democratici: perchè non proporre, per il prossimo anno, una campagna, nelle scuole cittadine, di promozione dello "Ius soli"? Ormai il tema è esploso ed è il cavallo di battaglia del nuovo ministro per l'integrazione Kyenge, e un po' meno di questa strana maggioranza che ci governa in questo momento. Ma per i Giovani Democratici è un'occasione da non perdere. Proprio nelle scuole i giovani toccano con mano l'assurdità di una legge, la n. 91 del 1992, che ormai ha fatto il suo tempo. Condividono giochi, studi, fatiche, lingua e dialetto con i loro compagni di banco stranieri  e non sanno che questi sono ancora costretti, in gran parte, a rinnovare periodicamente il permesso di soggiorno. Ossia sono ancora "ospiti". E' ora difinirla. Le proposte di legge ci sono, ma è la "testa" di molti italiani che deve cambiare. E per cambiare la testa, i giovani possono giocare una grande carta. Studenti con studenti. Giovani con giovani. Per un mondo migliore.

giovedì 11 luglio 2013

Diritto allo studio

Oggi si è riunita la VI Commissione di cui sono Presidente. Mattinata dedicata alle audizioni di vari soggetti: dai Rettori delle Università ai rappresentanti degli studenti, dal Direttore della Sissa ai Commissari Liquidatori degli Erdisu.
Obiettivo della giornata di oggi era fare un po' il punto della situazione riguardo la Legge regionale n. 16 dell'agosto 2012 con la quale la Giunta Tondo aveva messo mano agli Erdisu.
Mi sembra di poter dire intanto una cosa: relegare una materia fondamentale come il DIRITTO ALLO STUDIO ad una legge omnibus titolata "Interventi di razionalizzazione e riordino di enti, aziende e agenzie della Regione" è umiliante. Un tema di tale portata necessita di una legge ad hoc. Il diritto allo studio non può finire tra un articolo che parla di industria ed agricoltura e un altro dedicato alla gestione delgli immobili di Friuli Venezia Giulia Spa.
Dovremo rimettere mano a questa normativa quanto prima, perhcè la norma attuale è piena di lacune. Maggiore slancio dovrà essere dato alla rappresentanza studentesca. Lo dico non per "tenremi buoni" gli studenti ma perchè sono convinto che o gli studenti, i quali rappresentano l'utenza a cui i servizi erogati dagli Erdisu sono rivolti, hanno un ruolo strategico negli assetti di governo di questi organi oppure il servizio risponderà sempre meno a quelle che sono le loro reali esigenze.

Finalmente parole chiare

Finalmente parole chiare sul rigassificatore di Trieste. Il consigliere Gabrovec, appartenente al gruppo del Partito Democratico, aveva presentato il giorno 5 luglio 2013 un’interrogazione sulla questione. Saltava infatti agli occhi il parere contrario di tutti gli Enti Locali interessati ma mancava invece all’appello una presa di posizione chiara da parte della Regione. Tondo per troppo tempo infatti ha governato con i “ni” ma con le ambiguità non si va da nessuna parte!
Fortunatamente la nuova Presidente della Regione ha deciso di dare un taglio netto alla politica della non chiarezza. La Serracchiani ha immediatamente scritto al ministro Lupi (Ministro delle infrastrutture e trasporti), al ministro Zanonato (Ministro dello sviluppo economico) e al Presidente della Commissione Europea Barroso.
Finalmente un chiaro e motivato “no” viene portato all’attenzione delle Istituzioni. Il progetto viene infatti definito dalla Serracchiani come “non compatibile con il traffico portuale e soprattutto con gli sviluppi futuri”. Ritengo anche estremamente positivo, oltre che all’elencazione delle motivazioni di carattere ambientale e di sicurezza, il fatto che la Presidente del Friuli Venezia Giulia abbia deciso di citare i pareri negativi che sono stati espressi dai vari Enti. Governare una regione significa infatti restare in costante ascolto dei territori prendendo in considerazione le posizioni manifestate dai loro rappresentanti.

mercoledì 10 luglio 2013

Assuefatti alla sofferenza

Credo che le parole di Papa Francesco in visita a Lampedusa siano favolose: “La cultura del benessere ci porta a pensare a noi stessi, ci rende insensibili alle grida degli altri”.

La nostra società del benessere ci rende spesso ciechi e sordi davanti al dramma dei tanti migranti che cercano rifugio nel nostro paese. Troppo assuefatti alla sofferenza dell’altro non ci rendiamo conto di quanto anche la legislazione del nostro paese crei talvolta sofferenza e discriminazione. Il reato di clandestinità ha riempito le carceri di uomini e donne, colpevoli solo di sfuggire dalla miseria e dalle persecuzioni. Per non parlare dei CIE, vere e proprie strutture detentive. Chi compie un reato deve sicuramente essere punito ma non è pensabile condannare alla reclusione chi fugge dalla miseria.  Per toccare con mano questa situazione, una delegazione di consiglieri regionali farà visita, nella giornata di venerdì 26 luglio 2013, al “Centro di Identificazione ed Espulsione” di Gradisca. Una cattedrale ormai simbolo dell’inadeguatezza e iniquità di alcune norme ancora vigenti nel nostro paese.

martedì 28 maggio 2013

Inchiesta rimborsi elettorali: soddisfazione per l'archiviazione

In riferimento alla indagine in corso da parte della Procura della Corte dei Conti regionale rispetto alle spese di rappresentanza dei consiglieri regionali nel 2011, questa mattina mi è giunta la comunicazione che la mia posizione è stata archiviata. In seguito all'invito a dedurre ricevuto in data 6 maggio infatti, avevo immediatamente inviato le mie deduzioni. Deduzioni che ovviamente sono state accettate ed hanno portato alla archiviazione. 

Ovviamente sono soddisfatto.

sabato 11 maggio 2013

"Rimborsi" ai consiglieri: facciamo chiarezza in mezzo al fango


Alcuni giorni fa, precisamente il 3 maggio scorso, sul quotidiano “Il Piccolo“ sono apparsi  alcuni articoli che gettano pesanti apprezzamenti (i famosi "rimborsi") nei confronti di molti consiglieri regionali della passata legislatura, e nella mischia, coinvolgono anche il sottoscritto. 

Per una doverosa trasparenza sento pertanto l’esigenza di comunicare l’elenco delle spese di rappresentanza che mi è stato trasmesso, per l'intero anno 2011, dalla Corte dei Conti e che sono stato invitato a spiegare. Si tratta della somma di due spese per un ammontare totale di 343,75 €.

Specificatamente:

  •     il pagamento di un biglietto aereo  Roma Trieste e ritorno (243,75 €) a un relatore, Giancarlo Zizola,  per l'intervento a una Tavola rotonda  promossa dai Cristiano sociali, svoltasi  in data 16 marzo 2011  presso la Sala Tessitori della Regione. Incontro a cui anche il sottoscritto ha partecipato come relatore;
  •      il pagamento di una cena (100 €) per quattro persone a cui è stato ospitato il relatore, F. Passuello. La cena ha avuto luogo dopo lo svolgimento di  un’altra Tavola rotonda promossa sempre dai Cristiano sociali, sempre nella sala Tessitori della Regione, in data 19 ottobre 2011. Tavola rotonda alla quale pure il sottoscritto era intervenuto come relatore.


Si tratta pertanto di due iniziative istituzionali, di carattere  politico, assolutamente regolari e strettamente a termini di Regolamento.
Buttare tutti nella mischia e gettare fango  indiscriminatamente: un nuovo caso di giornalismo da strapazzo.

lunedì 29 aprile 2013

Caccia alla poltrona e sfida Travanut-Codega?Nulla di più falso.


È davvero fuorviante il titolo che oggi viene riportato  a pagina 12 del quotidiano locale “Il Piccolo”. Con caratteri molto grandi ed evidenti infatti, si parla di “Caccia alla poltrona–Sfida Travanut-Codega“.

Nulla di più falso. La sfida Travanut–Codega non c’è né c’è mai stata.

Al contrario, c’è stata una normale fase di elaborazione del nome più adatto a svolgere il compito  di Presidente del Consiglio Regionale. Ed in questo caso è  normale che appaiano diversi nomi. Una  fase, del resto, in parte già superata con l’ingresso in campo, anche del nome –del tutto legittimo e prestigioso di Franco Iacop. È del tutto sviante inoltre
l’espressione “caccia alla poltrona“. Non esiste difatti nessuna “caccia“, ma solo la giusta ricerca della persona più opportuna per svolgere quel ruolo istituzionale così importante e delicato.        
Tengo pure a precisare che, per quanto mi riguarda, non vado a caccia di nulla.

Il mio atteggiamento infatti è il seguente: non chiedo assolutamente nulla, ma, qualora fossi interpellato per ricoprire dei ruoli nei quali mi si riconosce opportunità e competenza, non mi tiro indietro di fronte a nulla. Credo sia questo l’atteggiamento giusto di chi si “mette a disposizione“ della comunità. Invito pertanto i giornalisti a non attribuirmi più toni e atteggiamenti che non mi si addicono minimamente e che trovo offensivi rispetto allo stile con cui intendo vivere la politica.

giovedì 25 aprile 2013

Grazie a tutti

Colgo un momento di pausa per esprimere a tutti coloro che mi hanno sostenuto con il loro voto  il più vivo ringraziamento. La fiducia che è emersa così poderosa  nei miei confronti mi ha sorpreso grandemente e anche commosso. Una fiducia che  proviene da tanti ambienti diversi: mondo della scuola, mondo  delle associazioni, persone singole, a significare un consenso che è veramente diffuso. Questo non può che far piacere. Il grande risultato personale però è anche frutto del bellissimo lavoro di squadra di una ventina di persone, che hanno lavorato, giorno dopo giorno e per un mese intero,  per il successo di Debora e della mia candidatura. Ognuno col suo compito, chi addetto alla comunicazione, chi al volantinaggio, chi al faticoso imbustamento delle lettere. Un grazie veramente a tutti.
Ora però viene il bello. Il mio impegno è quello di onorare tanta fiducia che mi è stata accordata e non deludere tanta attesa. 
Ma, anche qui, nulla si fa da soli. Ci sarà ancora bisogno del lavoro di squadra, ci sarà ancora  bisogno di voi. Un saluto e un abbraccio a tutti.




sabato 20 aprile 2013

Napolitano bis: un ripiego provvisorio di partiti incapaci


In queste ore si sta votando per un Napolitano bis alla Presidenza della Repubblica. È chiaramente una soluzione di ripiego e provvisoria, conseguente ad uno stallo dei partiti,  incapaci di svolgere il loro ruolo istituzionale. Incapaci perché al loro interno sono in preda di una guerra tra bande. Incapaci perché nel loro rapporto reciproco vivono ormai di veti incrociati. Incapaci perché al loro esterno hanno perso il contatto con la gente. Sono diverse le personalità  di alto profilo che avrebbero potuto ricoprire la più alta carica dello stato. Non si è stati capaci di trovarne neanche una. Impera l’arroganza, quella  della vecchia e quella della nuova classe dirigente. Ma, in questo momento, non  abbiamo bisogno di  “salvatori della patria“, né vecchi  né nuovi. Abbiamo bisogno di gente che lavora umilmente, sulle cose concrete, per servire un Paese allo stremo. Se non siete così, tornate a casa!!