Venerdì mattina si è riunita la VI Commissione con ordine del
giorno, l’audizione del Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale, la dott.ssa Beltrame. Desiderio
della commissione era quello di comprendere meglio alcuni temi legati
alla questione degli organici dei docenti e dei presidi, riguardo ai temi del
sostegno e del dimensionamento delle scuole.
Per quanto riguarda gli organici degli insegnanti, la
dott.ssa Beltrame è stata molto chiara nello spiegare ai membri della
commissione che il suo potere di decisione è limitato. Con l’Anno Scolastico
2011/2012 si è terminato il
triennio di applicazione della Riforma Gelmini che ha tagliato personale
docente. In regione abbiamo perso circa 1.200 cattedre. Per quanto concerne
l’organico per l’A.S. 2013/2014, il numero generale degli alunni è rimasto
sostanzialmente quello dello scorso anno, le cattedre dei docenti sono sei in
più.
Alcuni consiglieri presenti hanno posto delle domande sulle
scuole con insegnamento della lingua slovena, facendo intendere una leggera
vena polemica…
Il numero degli alunni per
classe è chiaramente sottodimensionato rispetto alle scuole italiane, ma ciò è
dovuto alle norme internazionali.
Riguardo ai requisiti dei docenti, gli insegnanti che prestano servizio
presso queste scuole non hanno alcun tipo di “percorso preferenziale” rispetto a quelli che vanno a
prendere servizio nelle scuole italiane. Logicamente i primi, dovranno
sostenere un esame specifico per attestare la padronanza della lingua slovena.
Questa è l’unica differenza!
Sulla questione del dimensionamento scolastico…sembra un
argomento meramente tecnico-amministrativo ma ha in realtà delle ricadute concrete
sulla gestione quotidiana delle scuole. Ricadute che vanno poi a determinare la
conduzione dei luoghi di studio e formazione dei nostri figli e nipoti.
Sicuramente nel passato abbiamo accorpato troppo, creando megaistituti e troppe scuole sono rimaste
sottodimensionate. E così di fronte ad un MIUR che ci assegnerebbe 160 autonomie
scolastiche, noi ci ritroviamo con solo 158 scuole, di cui ben 20
sottodimensionate! Sembra una follia!
Il sostegno ai ragazzi con disabilità. Questo argomento, più
di tutti gli altri, è di estrema delicatezza, perché tocca la quotidianità di
chi ha più difficoltà. Per assegnare gli
insegnanti di sostegno non ha senso, sostiene la dott.ssa Beltrame, applicare
la divisione proposta dalla 104 tra “gravi” e “non gravi”. La 104, infatti, non
è una legge tarata sulla scuola, ma è una norma sull’integrazione delle
disabilità in senso lato e le distinzioni che opera hanno valenza più che altro
clinica. Se noi operassimo la distribuzione degli insegnanti di sostegno
seguendo quelle indicazioni ci troveremmo nella situazione in cui un alunno con
il diabete (classificato gravissimo dal punto di vista clinico) avrebbe a
disposizione un insegnante di sostegno ad hoc (assolutamente sovrabbondante
perché il ragazzo non ha problemi cognitivi), mentre un ragazzo con una disabilità cognitiva (classificato
meno grave dal punto di vista clinico) si vedrebbe ridotto il monte ore
dell’insegnante di sostegno (mentre ne avrebbe assolutamente bisogno).
Su questo tema molto può e
deve fare la Regione. Nel passato è mancato un accordo organico con
l’amministrazione scolastica su questo tema, ora credo sia necessario mettere
mano alla questione e produrre un accordo organico.




