Lo avevamo detto sistematicamente nei lavori di commissione preparatori alla legge .
Lo avevamo riaffermato pubblicamente durante tutti i lavori di aula nel novembre 2011 : la nuova versione della legislazione sugli immigrati , messa in piedi dalla allora Giunta Tondo in sostituzione della precedente impugnata dalla stessa Commissione Europea, ancora presentava profili di incostituzionalità. Non si è voluto ascoltare, si è voluto andare avanti supini ad una visione della Lega Nord assolutamente improponibile e oggi se ne vedono i risultati. Ieri la Corte Costituzionale appunto ha bocciato anche la L.R. n.16/2011, la seconda versione riveduta ma non ancora corretta del welfare padano. Abbiamo ancora agli atti i nostri comunicati trasmessi alla stampa pochi giorni prima della discussione della legge in aula, che enunciavano con chiarezza i motivi della incostituzionalità.
Lo avevamo riaffermato pubblicamente durante tutti i lavori di aula nel novembre 2011 : la nuova versione della legislazione sugli immigrati , messa in piedi dalla allora Giunta Tondo in sostituzione della precedente impugnata dalla stessa Commissione Europea, ancora presentava profili di incostituzionalità. Non si è voluto ascoltare, si è voluto andare avanti supini ad una visione della Lega Nord assolutamente improponibile e oggi se ne vedono i risultati. Ieri la Corte Costituzionale appunto ha bocciato anche la L.R. n.16/2011, la seconda versione riveduta ma non ancora corretta del welfare padano. Abbiamo ancora agli atti i nostri comunicati trasmessi alla stampa pochi giorni prima della discussione della legge in aula, che enunciavano con chiarezza i motivi della incostituzionalità.
Primo
Richiedendo due anni di permanenza in regione quale requisito per l’accesso al welfare , era evidente la discriminazione indiretta nei confronti sia degli altri cittadini comunitari, ma anche degli altri cittadini italiani provenienti da altre regioni e perfino dei figli dei nostri corregionali che attualmente risultano residenti all’estero per motivi di studio o di lavoro.
Secondo
Anche ai rifugiati e ai titolari di protezione sussidiaria si richiedeva il requisito di due anni di permanenza in regione. Requisito che ovviamente, data la particolare natura dei soggetti in questione , era praticamente impossibile da ottemperare e quindi si configura come chiara discriminazione indiretta.
Terzo
L’esclusione dall’accesso al welfare di intere categorie di persone , quali tutti gli stranieri regolarmente soggiornanti ma non residenti in Italia da almeno 5 anni ( vedi art. 9 ) , rientrava nella stessa fattispecie di violazione dell’art. 3 della costituzione denunciato dalla sentenza n. 40 della Corte costituzionale.
Siamo pertanto soddisfatti che la Corte Costituzionale abbia rimesso le cose a posto. Sarà compito pertanto di questa maggioranza rivedere totalmente la materia e ripresentare una normativa generale di accoglienza degli stranieri che sia consona con la nostra Costituzione e con le tradizioni di civiltà e accoglienza di questa nostra regione.
http://messaggeroveneto.gelocal.it/cronaca/2013/07/20/news/la-consulta-boccia-il-welfare-padano-in-versione-soft-1.7450478
http://messaggeroveneto.gelocal.it/cronaca/2013/07/20/news/la-consulta-boccia-il-welfare-padano-in-versione-soft-1.7450478




