dicembre 2013 ~ Franco Codega

giovedì 19 dicembre 2013

Il centrosinistra e le politiche per la famiglia

Con questo breve intervento vorrei rassicurare quanti ritengono che la Giunta Serracchiani, e la sua maggioranza di centrosinistra, non abbiano a cuore il tema della famiglia con tutte le sue appendici. Il bilancio che abbiamo approvato nella serata di venerdì scorso non è stato facile, non nascondiamocelo. Abbiamo dovuto fare i conti con un decremento complessivo del 13% delle risorse disponibili. Sarebbe come se una famiglia, che fino a ieri poteva contare su un reddito di 1.000€ al mese, da oggi dovesse mangiare, mandare i figli a scuola, comprare le medicine e ristrutturare la casa con soli 870€ mensili. Un taglio non da poco! Alla luce di questa situazione economica avremmo potuto operare la scelta più facile, eseguire i cosiddetti “tagli lineari”. Avremmo potuto quindi scegliere di ridurre, senza alcun ragionamento di fondo, del 13% tutti i capitolo di bilancio, senza alcuna distinzione. Il centrosinistra ha invece scelto una strada diversa, ciò viene confermato dai numeri, non dalle chiacchiere! Il capitolo di bilancio che finanzia i consultori familiari di ispirazione cristiana è stato messo in sicurezza con uno stanziamento di 75.000€ e non è quindi rimasto a zero come leggo in qualche intervento apparso sulla stampa in questi giorni. La carta famiglia ha avuto un finanziamento di 9.000.000€. Nel settore dei servizi che riguardano più da vicino le nostre famiglie è facile notare che i due capitoli destinati ad abbattere le rette per gli asili nido, sono stati finanziati con 4.000.000€ uno e con 1.005.000€ l’altro. Per dovere di cronaca è giusto ricordare che la Finanziaria dell’anno scorso, votata dalla maggioranza di centrodestra che si erge sempre e comunque a difesa della famiglia, aveva deciso di lasciare a zero uno dei due capitoli. Il dato ancora più eloquente è rappresentato dalle spese totali destinate alla maternità e all'infanzia. Lo scorso anno erano stati messi a disposizione 21 milioni di Euro. Quest’anno, nonostante il calo generale del 13% di risorse, abbiamo ritenuto necessario riconfermare i 21 milioni. Spero, con questo intervento, di aver fatto un po’ di chiarezza sul tema.

mercoledì 11 dicembre 2013

La Finanziaria ai tempi della crisi

La finanziaria che stiamo discutendo oggi è chiaramente una finanziaria di assoluta emergenza. L'ho ricordato a tutti i colleghi consiglieri nel mio intervento in aula.
Nel 2011 i fondi disponibili erano 7 miliardi e 850 milioni, nel 2012 avevamo a disposizione 7 miliardi e 578 milioni, nel 2013  7 miliardi  e 516 milioni. Oggi i fondi disponibili sono 6 miliardi e 697 milioni. Un taglio, da un anno all'altro, di 800 milioni, dovuto anche alla impossibilità, quest’anno, di inserire l’avanzo presunto di bilancio. Una diminuzione del 12-13%.
In questa situazione è evidente la necessità di dover fare delle scelte, stabilendo delle priorità.
Innanzitutto era importante mettere in sicurezza i comparti della sanità e della protezione sociale. In secondo luogo era doveroso rivalutare quei comparti che, nella passata legislatura, erano stati impietosamente tagliati.
Alla sanità sono stati destinati 2 miliardi e 85 milioni. Circa il 4% in meno rispetto allo scorso anno. Anche in passato però ci sono stati momenti di diminuzione, pur in contesti economico-finanziari migliori di quello attuale.
Nella protezione sociale, le voci importanti sono state messe in sicurezza. L’Autonomia personale registra  47,7 milioni rispetto ai 51 dello scorso anno. Il Fondo regionale per il sostegno all'autonomia scende da 34 milioni a 32 milioni. Ma non bisogna dimenticare che nel 2011 contava solo 23 milioni. Il Fondo di solidarietà, 11 milioni e mezzo, resta uguale allo scorso anno. Il Fondo sociale  per la gestione dei servizi sociali dei comuni passa dai 71 milioni dello scorso anno a 70 milioni: sostanzialmente invariato.
L’istruzione. Ha fatto clamore sui giornali il fatto che sono stati tagliati alcuni contributi puntuali ad alcune scuole paritarie. Ma ci si dimentica in primo luogo che i tagli  sono stati  fatti a centinaia di capitoli puntuali di ogni tipo, sempre nella logica di preferire gli interventi a sistema e non ai singoli. In secondo luogo si deve tener conto che  il 90% dei fondi correnti per il sostegno dell'attività scolastica (sostegno al trasporto scolastico, sostegno ai libri di testo in comodato, potenziamento dell’offerta formativa) sono rivolti a tutti gli istituti, compresi i paritari. Non solo, la regione anticipa per loro gli 8 milioni e mezzo di contributi che poi arriveranno dallo stato.
Maternità e infanzia. Qui si è fatto un gran parlare dell'eliminazione di fondi per il "bonus bebè", come segno di un disinteresse di questa maggioranza per la famiglia. Non è affatto così. Innanzitutto la notizia vera è che i fondi destinati al comparto, nonostante le scarse risorse, sono rimasti sostanzialmente identici (21 milioni  a fronte dei 21 milioni e 870), ciò a testimonianza che l’attenzione è rimasta intatta. In secondo luogo il 95% delle poste dello scorso anno sono rimaste le stesse di quest’anno. Solo il "bonus bebè" è stato tolto nella logica di preferire la tenuta dei servizi rispetto ai contributi individuali. Il mio invito peraltro è stato anche quello di riprendere in considerazione la cosa almeno in fase di assestamento di bilancio.
L’unico comparto che ha visto un aumento delle risorse è stato quello della cultura.
Le spese per le iniziative culturali sono passate dai 23 milioni del 2013 ai 31 milioni di quest’anno. Si tratta evidentemente di un aumento vistoso, ricordiamoci però che proprio questo settore, negli anni precedenti, era stato letteralmente massacrato. Per far parlare i dati è giusto sottolineare che nel 2012 il settore poteva contare su ben 38 milioni. Un riequilibrio era quindi necessario.

Ho concluso con l'edilizia scolastica. Tutti conoscono lo stato di precarietà delle scuole della nostra regione: il 54% necessita di manutenzioni urgenti. Non è tollerabile che migliaia di nostri giovani stazionino, ogni giorno, in edifici insicuri. Nel bilancio, per tale finalità, sono allocati 11 milioni ma sono limiti di impegno  già presi in passato, Non c’è nulla di fresco. In assestamento dovremo ben ricordarcene.