UNIVERSITÀ E RICERCA
La situazione
- il sistema universitario regionale comprende le università di Trieste, di Udine, la SISSA , e i due conservatori.
- la “Legge Gelmini” e i decreti successivi hanno tolto ai due atenei principali centinaia di docenti e diverse risorse negli ultimi cinque anni.
- dal 2006, l’Università di Trieste ha perso il 25% dei docenti. Anche i corsi di studio sono diminuiti, passati dai 108 del 2006 ai 65 di oggi.
- il Fondo di Funzionamento Ordinario per l’ Università di Trieste è pari a 95 milioni; quello per l’Università di Udine consta di 74 milioni; a questi importi si aggiunge una quota premiale rispettivamente di 13 e di 11 milioni.
- la “Legge Gelmini” ha costretto i due atenei ad una massiccia riorganizzazione interna, nell’ottica di maggiore risparmio, ma ha anche ingessato il sistema con il blocco del “turn over” per cui si è assistito ad un rapido e consistente invecchiamento del corpo docente.
- la logica era ed è quella di entrare nel regime delle università virtuose per poter avere più fondi, rimuovere il blocco del “turn over” e garantire un ricambio generazionale.
Ruolo della Regione
Sui
fondi
- la Regione è intervenuta sul sistema universitario attraverso la promulgazione della L.R. n. 97 del 2 febbraio 2011;
- la L.R. n.97 /2011 incentiva il sistema regionale dando contributi e premialità finalizzate a creare le sinergie tra i due Atenei, a premiare le eccellenze e ad aumentare le capacità di attrarre risorse;
- in realtà i 5 milioni dati lo scorso anno e i 2,5 milioni messi in bilancio, sono troppo pochi per raggiungere gli scopi previsti;
- di fatto sono più i soldi che il sistema universitario dà alla Regione di quelli che ne riceve: infatti attraverso l’IRAP paga alla Regione circa 17 milioni di euro e, quest’anno, ne riceve in cambio solo 2,5;
- sarebbe opportuno pensare anche solo alla eliminazione dell’IRAP per le Università e il contributo sarebbe davvero sostanzioso;
- uno spazio di fatto inesplorato dalla Giunta Tondo sono i Fondi Europei: infatti sui progetti comunitari vi sono opportunità di risorse per il sistema universitario e l’alta formazione che vanno colti.
Sulla
didattica
- è chiaro che si deve continuare a costruire sinergie e collaborazioni tra le Università di Trieste e di Udine. I vantaggi e risparmi sono evidenti e anche la crescita in qualità e la capacità di attrarre risorse dal Ministero. Puntare ad un sistema regionale UNIFRIVEN;
- favorire una gestione a rete del corpo docente, utile per perseguire i requisiti minimi di sostenibilità didattica;
- si deve costruire una relazione sempre più forte tra le Università e i 52 Enti di ricerca presenti sul territorio regionale. Esperti degli Enti di ricerca possono mettersi a disposizione anche per la tenuta di corsi o di stages, favorendo così l’ibridazione di corsi tradizionali con programmi non convenzionali;
- gli Enti di ricerca debbono avere un ruolo più incisivo nell’alta formazione universitaria e nel Dottorato di ricerca;
- vanno incrementati gli incentivi alla attività di ricerca sia dell’ Università che degli Enti di ricerca, puntando su obiettivi di sviluppo attraverso la attenzione al trasferimento tecnologico;
- è positiva l’unificazione regionale degli Erdisu, ma la nuova governance deve mantenere la rappresentanza del 30% degli studenti nel Consiglio di amministrazione.





