Il punto sull'immigrazione ~ Franco Codega

Il punto sull'immigrazione



IL PUNTO SULL’IMMIGRAZIONE

La situazione

La popolazione immigrata residente in Friuli Venezia Giulia  nel 2010, secondo le stime del Dossier Caritas 2011)  era di 105.286 unità  con un aumento del 4,4 % rispetto al  2009). La popolazione straniera incide sul totale della popolazione residente per l’8,5%, a fronte dell’8,2% del 2009, e rappresenta il 2,3% degli immigrati residenti su tutto il territorio nazionale. L’incidenza regionale è superiore alla media italiana (7,5%) ma inferiore di circa 2 punti rispetto a quella riscontrata nel Nord Est.

La popolazione è così suddivisa nelle varie province:           
 
-       Gorizia : 11.060
-       Pordenone : 36.046
-       Trieste : 18.854
-       Udine : 39.326

Per quanto riguarda l’occupazione, in base ai dati  forniti dal’INAIL, nel 2010 si registravano 73.428 lavoratori occupati.

Il livello di integrazione della popolazione immigrata nel territorio regionale è buono. Il Rapporto CNEL del 2009  colloca  la nostra regione al secondo posto  in Italia per il livello socio-occupazionale.

Nonostante il buon livello di inserimento degli immigrati nella nostra regione, in questi ultimi anni si è scatenata, per colpa di alcune forze politiche -la Lega Nord innanzitutto ma non solo- un’ondata di ostilità  e di vera e propria discriminazione nei confronti della popolazione straniera che  abita presso di noi. Al grido “prima gli italiani“ si è cercato di contrapporre i  poveri italiani contro i poveri stranieri creando normative che ostacolassero le loro condizioni di accesso al welfare.

È importante avere le informazioni giuste. Va infatti sfatata la leggenda per la quale l’Italia in generale e la nostra regione in particolare, risentirebbero pesantemente, sul piano finanziario, per il carico sopportato a sostegno del welfare nei confronti degli immigrati. 

Limitandoci ai dati regionali è opportuno sapere che:

  • i lavoratori stranieri presenti nel nostro territorio danno un cospicuo  apporto al  Prodotto Interno Lordo della Regione : in risposta ad una puntuale interrogazione in Aula posta nel 2009 all’Assessore Molinaro, lo stesso  ha specificato che i lavoratori stranieri della nostra regione producono ricchezza per circa 3,0 – 3,2 miliardi l’anno, corrispondente al 9 % del Prodotto Interno Lordo Regionale!!;

  • i lavoratori stranieri, pagando le tasse,  fanno entrare, sempre secondo i dati elaborati dallo stesso assessore Molinaro, nelle casse della regione in termini di compartecipazione tributaria all’incirca 60 milioni di euro all’anno!! Gli stranieri pertanto contribuiscono in maniera significativa proprio alla conservazione dell’intero welfare della Regione;

  • se c’è qualcuno che aiuta gli stranieri a casa loro, sono proprio gli stranieri stessi. Gli immigrati presenti nella nostra regione ogni anno mandano a casa loro, come rimesse, circa 60 milioni di euro (67.507.000 nel 2009)!! Ossia  ben trenta volte di più di quanto  la nostra amministrazione regionale mette a disposizione per la cooperazione internazionale;

  • per quanto riguarda le spese per il welfare, mentre la popolazione straniera residente costituisce circa l’11% della popolazione della regione, l’incidenza degli immigrati presi in carico dai servizi sociali di ogni tipo, nell’ultimo triennio, è stata del 4,4 %, ossia in percentuale ben inferiore alla loro presenza.


La nostra proposta.

La Regione deve intervenire in particolare per la realizzazione dei seguenti obiettivi nei confronti dei cittadini stranieri immigrati:

a) rimuovere  ogni forma di razzismo o di discriminazione;

b) assicurare ai cittadini stranieri immigrati l’informazione sui diritti e doveri previsti dalla legislazione italiana e l’acquisizione degli elementi fondamentali della cultura e civiltà del nostro paese , al fine  anche di una futura acquisizione della cittadinanza italiana;

c) garantire l'accoglienza e l'effettiva integrazione sociale, con particolare attenzione ai processi di inserimento sociale e alle forme di tutela rivolti a donne e minori;

d) garantire pari opportunità di accesso ai servizi, in particolare alle prestazioni sanitarie ed assistenziali, all'istruzione ed alla formazione professionale, al lavoro e all'abitazione;

e) sostenere la formazione professionale nonché l’inserimento nel mondo del lavoro;
f) assicurare adeguati strumenti per agevolare l’assistenza abitativa;

g)garantire forme di tutela dei diritti con riferimento a particolari situazioni di vulnerabilità socio economica;

h) assicurare pari valore e pari condizioni al genere femminile;

i) garantire, attraverso appositi strumenti di informazione, l’effettiva conoscenza e l’efficace utilizzo degli strumenti di tutela legale previsti dall’ordinamento italiano;

l) garantire la tutela dei minori stranieri, con particolare attenzione per quelli non accompagnati;

m) favorire la comunicazione e la reciproca conoscenza tra cittadini stranieri immigrati ed italiani, singoli od associati, e il reciproco riconoscimento e la valorizzazione delle identità culturali, religiose e linguistiche;

n) rimuovere ogni forma di discriminazione che non consenta una concreta partecipazione alla vita pubblica a livello locale. In attuazione della legge 8 marzo 1994, n. 203;

o)promuovere azioni ed iniziative atte al mantenimento del legame con il paese di provenienza e con le famigli di origine, favorendo, in particolare, i progetti di cittadini stranieri immigrati per il loro rientro nei Paesi di origine;

p) acquisire la conoscenza sul fenomeno migratorio proveniente da Stati non appartenenti all'Unione europea, ai fini di un monitoraggio costante del fenomeno e di un adeguamento delle politiche di gestione del fenomeno;

q) contrastare i fenomeni che comportano per i cittadini stranieri immigrati situazioni di violenza o di grave sfruttamento.