Ieri
nella Sesta Commissione del Consiglio Regionale è iniziato l’esame della Proposta
di legge n.7, finalizzata alla valorizzazione del patrimonio storico culturale
della Prima Guerra Mondiale.
Il testo di partenza, a prima firma di Rodolfo
Ziberna, riprendeva nella totalità il testo già predisposto dal Centrodestra
alla fine della scorsa legislatura e mai andato in aula. L’accelerazione della
presa in esame del testo è dettata dalla
necessità data dal fatto che il 2014 è alle porte e non si può arrivare a
quell'appuntamento impreparati. La filosofia del testo a suo tempo predisposto,
ricalcava una esigenza senz'altro legittima, ma deviante se restava l’unica in
campo: promuovere un turismo della memoria e nient’altro. Dal nostro punto di
vista bisognava integrare un altro elemento, per noi ancora più importante,
ossia quello di promuovere, con l’occasione della commemorazione, una conoscenza più precisa e più obiettiva delle
vicende che hanno coinvolto uomini e cose di quel periodo in queste nostre
terre e far scaturire una riflessione nel segno di una incentivazione della
cultura della pace. E così è stato fatto.
In un clima di serena collaborazione
tutti hanno sostanzialmente condiviso la nuova impostazione. L’incipit
infatti del primo comma del primo
articolo così recita “Al fine di sostenere la crescita di una cultura della
pace e della pacifica convivenza tra i popoli la Regione promuove la
valorizzazione e la conoscenza del patrimonio storico culturale ed ambientale
attinente ai fatti della Prima Guerra Mondiale”. Anche all'art. 2 si è
provveduto a distinguere tra patrimonio “materiale”, quali musei,
fortificazioni, cippi, monumenti, e il patrimonio “immateriale”, quale
produzioni letterarie, artistiche, studi e ricerche.
Con
questo si è voluto sottolineare l’aspetto culturale e meditativo che la
commemorazione di tale evento deve suscitare. L’inizio quindi è stato buono.
Speriamo che il proseguo lo sia altrettanto.




