La finanziaria che stiamo discutendo oggi è chiaramente una
finanziaria di assoluta emergenza. L'ho ricordato a tutti i colleghi consiglieri nel mio intervento in aula.
Nel 2011 i fondi disponibili erano 7
miliardi e 850 milioni, nel 2012 avevamo a disposizione 7 miliardi e 578
milioni, nel 2013 7 miliardi e 516 milioni. Oggi i fondi disponibili sono
6 miliardi e 697 milioni. Un taglio, da un anno all'altro, di 800 milioni,
dovuto anche alla impossibilità, quest’anno, di inserire l’avanzo presunto di
bilancio. Una diminuzione del 12-13%.
In questa situazione è evidente la necessità di dover fare
delle scelte, stabilendo delle priorità.
Innanzitutto era importante mettere in sicurezza i comparti della sanità e della protezione sociale. In secondo luogo era doveroso rivalutare
quei comparti che, nella passata legislatura, erano stati impietosamente
tagliati.
Alla sanità sono stati destinati 2 miliardi e 85 milioni. Circa il 4% in meno rispetto allo scorso anno. Anche in passato però ci sono stati momenti di diminuzione, pur in contesti economico-finanziari migliori di quello
attuale.
Nella protezione sociale, le voci importanti sono state
messe in sicurezza. L’Autonomia personale registra 47,7 milioni rispetto ai 51 dello scorso anno. Il Fondo regionale per il sostegno
all'autonomia scende da 34 milioni a 32 milioni. Ma non bisogna dimenticare che
nel 2011 contava solo 23 milioni. Il Fondo di solidarietà, 11 milioni e mezzo,
resta uguale allo scorso anno. Il Fondo sociale
per la gestione dei servizi sociali dei comuni passa dai 71 milioni dello scorso anno a 70 milioni: sostanzialmente invariato.
L’istruzione. Ha fatto clamore sui giornali il fatto che sono
stati tagliati alcuni contributi puntuali ad alcune scuole paritarie. Ma ci si
dimentica in primo luogo che i
tagli sono stati fatti a centinaia di capitoli puntuali di
ogni tipo, sempre nella logica di preferire gli interventi a sistema e non ai
singoli. In secondo luogo si deve tener conto che il 90% dei fondi correnti per il sostegno dell'attività
scolastica (sostegno al trasporto scolastico, sostegno ai libri di testo in
comodato, potenziamento dell’offerta formativa) sono rivolti a tutti gli
istituti, compresi i paritari. Non solo, la regione anticipa per loro gli 8
milioni e mezzo di contributi che poi arriveranno dallo stato.
Maternità e infanzia. Qui si è fatto un gran parlare dell'eliminazione di fondi per il "bonus bebè", come segno di un disinteresse di
questa maggioranza per la famiglia. Non
è affatto così. Innanzitutto la notizia
vera è che i fondi destinati al comparto, nonostante le scarse risorse, sono
rimasti sostanzialmente identici (21 milioni
a fronte dei 21 milioni e 870), ciò a testimonianza che l’attenzione è
rimasta intatta. In secondo luogo il 95% delle poste dello scorso anno sono
rimaste le stesse di quest’anno. Solo il "bonus bebè" è stato tolto nella logica di preferire la tenuta dei servizi rispetto ai
contributi individuali. Il mio invito
peraltro è stato anche quello di riprendere in considerazione la cosa almeno in
fase di assestamento di bilancio.
L’unico comparto che ha visto un aumento delle risorse è stato quello della cultura.
Le spese per le iniziative culturali sono passate dai 23
milioni del 2013 ai 31 milioni di quest’anno. Si tratta evidentemente di un aumento vistoso, ricordiamoci però che proprio questo settore, negli anni precedenti, era stato letteralmente massacrato. Per far parlare i dati è giusto sottolineare che nel 2012 il settore poteva contare su ben 38 milioni. Un riequilibrio era quindi necessario.
Ho concluso con l'edilizia scolastica. Tutti conoscono lo
stato di precarietà delle scuole della nostra regione: il 54% necessita di
manutenzioni urgenti. Non è tollerabile che migliaia di nostri giovani
stazionino, ogni giorno, in edifici insicuri. Nel bilancio, per tale finalità, sono allocati 11
milioni ma sono limiti di impegno già
presi in passato, Non c’è nulla di fresco. In assestamento dovremo ben
ricordarcene.



