Il settore della cultura ~ Franco Codega

Il settore della cultura


IL SETTORE DELLA CULTURA

La situazione

  • In questi anni di Giunta Tondo, il settore cultura è stato senza dubbio quello più penalizzato  con interventi e tempi veramente disastrosi;

  • infatti in tutti i cinque anni di legislatura , la Giunta Tondo non è stata capace di  approvare una norma di riorganizzazione generale della cultura;

  • prima c’è stato il tentativo dell’assessore Molinaro con disegno di legge (=ddl) n. 98/2009. Un tentativo interessante che proponeva l’eliminazione delle tabelle e  l’assegnazione dei contributi solo tramite bandi. Tuttavia la proposta è stata congelata e dopo non se n’è fatto più nulla;

  • nel 2011-12 ci riprova, attraverso l’elaborazione di un nuovo Testo Unico, l’assessore De Anna. grazie alla convocazione degli Stati Generali della Cultura, parte la campagna di ascolto, poi, però, l’elaborazione del nuovo testo procede lentissimamente;

  • nel 2012 esce il nuovo ddl: un provvedimento del tutto abborracciato. Difatti, invece di proporre una nuova riorganizzazione del settore  si propone di fatto una cancellazione  semplicemente delle norme esistenti, sostituite da disposizioni che impoveriscono  l’attuale impalcatura della cultura regionale. Quindi, di fatto, ancora una volta, non si  arriva all’approvazione di una legge;

  • nel concreto, di anno in anno, di finanziaria in finanziaria, si è assistito ad un progressivo taglio delle risorse. Infatti, dal 2009 al 2013, il sistema dei teatri e dei cinema, è stato tagliato di un buon 35%. I tagli alle associazioni e agli enti culturali sono stati addirittura del 70%. Una vera debacle, figlia di una mentalità  totalmente fuorviante sul valore della cultura.


La proposta

  • Innanzitutto,sia per quanto riguarda il settore teatri, sia per quelli del cinema delle iniziative culturali e delle associazioni, vanno ripristinati i fondi già previsti nel 2009;

  • i soldi spesi nella cultura sono veri e propri investimenti nell’economia e nel lavoro.  Infatti, sono diverse centinaia le persone che, in regione, vivono e lavorano nel settore. Non solo: per esempio, ogni euro investito nel settore “cinema“ ha un ritorno ben 10 volte superiore in favore dell’economia regionale;

  • considerata la grande professionalità dimostrata e la grande opportunità che rappresenta sia per rilanciare l’immagine della regione, sia  per i ritorni economici che porta, “Film Commission“ deve tornare immediatamente operativa;

  • una riorganizzazione dell’intero settore è utile: attualmente infatti le iniziative culturali afferiscono a troppe leggi regionali distinte che si sovrappongono creando confusione  di compiti e di  ruoli:ricordiamo a proposito, la L.R. n. 68/1981 , la L.R. n.3 /1998 e la L.R. n. 4/1999. Infatti alcuni interventi sono governate dalla Regione,  altri dalle Province. Anche il sistema delle Tabelle va rivisto, evitando l’assegnazione di contributi senza  una valutazione del lavoro prodotto;

  • per gli Enti dello spettacolo dal vivo deve essere previsto un sistema di convenzione almeno triennale per permettere ai teatri una programmazione a medio periodo.