Il tema degli anziani ~ Franco Codega

Il tema degli anziani



IL TEMA DEGLI ANZIANI


Se si analizza seriamente la tematica degli anziani della loro vita ed esigenze, è opportuno considerare attentamente alcune questioni fondamentali.

Prima di tutto la condizione generale a proposito di cui bisogna prestare attenzione a diversi aspetti: precisamente si tratta dell’aspetto sociale, familiare, affettivo e sanitario.
Va quindi evidenziato il fatto che l’assistenza domiciliare, primo punto d’incontro con l’anziano, rientra negli ambiti dell’assistenza sanitaria territoriale.

L’altro orizzonte dell’assistenza è legato alle case di riposo. A questo proposito, ecco il quadro.

  • Il numero dei posti letto

Giugno  2009: Case di riposo : autorizzate 300 posti in più in un anno;
                             192 strutture autorizzate : dai 10.430 ai 10.730 posti.
   Di cui : 8.491 >  non autosufficienti
                2.241 > autosufficienti
                Azienda Triestina: 89 case per anziani. Posti letto ; da 3.081 a 3.161
                                             Strutture private 72 su 95 in  tutta la regione
                                             9 a gestione privato-sociale  su 37 in regione
                                             5 a gestione comunale su 34 in regione
                Azienda Goriziana : 19 strutture > 1.063 posti letto
                Azienda Alto Friuli : 11 strutture > 849 posti
                Azienda Medio Friuli : 38 case > 3.076 posti
                Azienda bassa Friulana : 8 strutture > 595 posti
                Azienda Friuli Occidentale  : 27 strutture  > 1988 posti.

media italiana: 32 anziani su 10.000 vivono in case protette
In Friuli V.G.= 84  anziani su 10.000: RECORD.

Contributi invariati  :
        15,60 euro al giorno per i non autosufficienti
        12,48 euro per coloro che sono nelle residenze polifunzionali di fascia A=2345     

Le rette variano molto : dai 194 euro mensili del centro sociale Anziani del quartiere di Torre di Pordenone ai 2.500 euro mensili nell’Azienda “La Quiete” di Udine.    


Sempre in tema di case di riposo, va anche affrontato il problema della riclassificazione.
Infatti il DPR. n. 333/2008 : detta le norme per la  Riclassificazione  delle case di riposo.      Istituisce le commissioni di vigilanza: esistono e sono funzionanti? Il punto merita di essere approfondito in quanto l’articolo 30 del DPR introduce alcune norme di rinvio in base alle quali, per le strutture già esistenti,  le procedure di rilascio delle nuove autorizzazioni sono rinviate. Fino al rilascio delle nuove autorizzazioni si procede con le vecchie norme del DPGR 83/Pres. 90 che non è detto che soddisfino i requisiti richiesti dalla nuova normativa e dunque potrebbero non essere conformi alle esigenze delle nuove autorizzazioni.



Di seguito alcuni punti da considerare in merito:

  • processo di riqualificazione e riclassificazione delle case di riposo: secondo il cronoprogramma dell’ex assessore regionale alla Sanità Kosic, sarebbe dovuto essere pronto nel 2011: in realtà lo stiamo ancora aspettando!!

  • qualità del trattamento in casa di riposo: non sempre all’altezza anche per il fatto che gran parte del personale non ha la formazione adeguata.

  • formazione del personale: i dati sulla qualificazione e la formazione degli operatori assistenziali nelle case di riposo mostrano la presenza di 3900 persone non qualificate. I necessari corsi di formazione sono partiti nel 2012  formando però solo 250 operatori alla volta. Evidentemente troppo poco;

  • tra gli aspetti da mettere in evidenza bisogna anche

  • approfondire il tema dei costi e della loro ripartizione nell’intero ambito sociosanitario, della compresenza ordinata di case di riposo pubbliche e case di riposo private, della possibilità di vigilanza, della consapevolezza dei propri diritti.

Altro punto fondamentale nella vita dell’anziano è la possibilità di avvalersi della figura dell’amministratore di sostegno. A questo proposito vanno ben valutati la rilevanza del fenomeno nonché i costi della nomina dell’amministratore stesso.

Infine, notevole considerazione meritano anche i profili della vita associativa e dell’invecchiamento attivo.
Da questo punto di vista si tratta di affrontare questi aspetti:

  • l’attività ricreativa;
  • le solitudini: sopra gli 80 anni, a Trieste, il 73% degli anziani vivono da soli (più femmine che maschi);
  • l’autonomia e i suoi strumenti: uso del telefono/uscire per svagarsi/cucinare/farsi il bagno/fare la spesa ), Televita e telesorveglianza, progetti degli Enti Locali  (ad es. “Argento vivo”);
  • l’attività culturale: corsi delle libere età e dell’Università della Terza Età;
  • il ruolo di cittadinanza attiva: vedi ad esempio il Progetto Cicerone