In questi giorni si fa un gran
parlare, almeno da parte dei media, di un Renzi che vuole mandare a casa Letta
e prendergli il posto come premier. Se così stessero le cose (il condizionale è
d’obbligo), credo che saremmo di fronte ad un clamoroso errore politico da
parte di Renzi. La situazione di difficoltà del governo Letta non deriva
sicuramente dalla sua incapacità propositiva o programmatica, ma dalla anomala
maggioranza con cui deve fare i conti ogni giorno. Governare con il
centrodestra, con la necessità di infinite e continue mediazioni, è come
guidare una macchina con il freno a mano tirato. La difficoltà è nelle cose. E
da questo si può uscire o con l’andare al voto, per costruire una nuova
maggioranza, o con il ricostruire un nuovo patto programmatico con il Nuovo Centrodestra
che sia di più alto respiro ed efficacia rispetto all'attuale. La prima opzione,
per il momento non è possibile, almeno fintanto che non avremo la nuova legge
elettorale. Resta la seconda opzione, che è poi quello che Letta si è
ripromesso di fare. Compromettere questo tentativo di Letta da parte di Renzi,
per irrompere lui stesso subito alla guida del governo, restando di fatto
ostaggio delle stesse forze politiche che al momento lo sorreggono, esporrà lo
stesso Renzi ad un inevitabile processo di logoramento che avrà l’effetto di
appannarne l’immagine che al momento gode di “uomo nuovo”, pragmatico, l’uomo della
svolta. Se anche lui resterà per diversi mesi (c’è anche la questione del
semestre europeo) irretito in questa maggioranza composita, alle prossime
elezioni avrà perso tutto quell'accredito di cui al momento gode. E questo il
Partito Democratico non può permetterselo. Ma neanche l’Italia.




