A volte qualche notizia positiva arriva. “Università, salvi i
posti di 33 precari su 44”, in questo modo titola un articolo apparso il 16
gennaio 2013 su “Il Piccolo”. La possibilità che l'Università di Trieste
potesse perdere 44 persone, che presso l'ente lavorano da molto tempo con
contratti a tempo determinato, era una notizia che mi spaventava.
La
preoccupazione era dettata da due ordini di ragioni: in primo luogo pensavo a
questi lavoratori che rischiavano, in un momento certamente non semplice, di
trovarsi in strada senza una fonte di reddito. La seconda preoccupazione era
invece rivolta all'utenza che queste professionalità seguivano. Nell'ultimo
periodo infatti si è assistito ad una rimodulazione dell’apertura delle
segreterie studenti, un ulteriore perdita di forza lavoro avrebbe potuto
rendere ancora più difficile l'erogazione di servizi agli universitari che
necessitano di rivolgersi agli sportelli. Detto ciò, una riflessione va anche
fatta sulla professionalità di questi 44 precari. Sono in gran parte giovani,
preparati e motivati che, lavorando per anni a servizio dell’Università, hanno
conosciuto la macchina, hanno contribuito al funzionamento e miglioramento dell’ente…un
bagaglio di conoscenze che non ci possiamo permettere di perdere. Speriamo che
il CdA ratifichi l’accordo il prima possibile.



