Trovo profondamente sbagliata e per certi versi deplorevole la piega che ha preso la disputa sui 35.000 euro spesi per il servizio di traduzione degli interventi nel consiglio. Per due motivi.
In secondo luogo, se lo sloveno, il friulano e il tedesco vengono poco utilizzate (da qui l’apparente “ spreco di denaro pubblico“) ciò è dovuto principalmente allo scarso senso democratico di molti colleghi consiglieri. Basta assistere alla scena in aula. Ogni volta che un collega interviene nella propria lingua madre, si contano sulle dita di una mano i consiglieri che si attrezzano dell’auricolare per sentire la traduzione. E ’ giocoforza pertanto, per questo collega, se almeno vuole essere ascoltato, dover fare a meno della traduzione e fare l’intervento in italiano. Ma questo è più cifra della mancanza di rispetto e di volontà di ascolto, e cioè di senso democratico, di molti nostri colleghi che non della inutilità del servizio di traduzione.




