Questa mattina la commissione sesta del Consiglio regionale ha licenziato la proposta di legge n.229 sulla Tutela e valorizzazione del patrimonio storico–culturale della Prima guerra mondiale. Era una legge necessaria, in vista della ormai prossima commemorazione del centenario, ma l’impostazione generale della legge ancora non ci soddisfa. Si poteva e si doveva fare di più.
In secondo luogo c’è stata una ostinata non volontà di prendere in considerazione l’opportunità, anche restando nella dimensione materiale, di far rientrare nei contenuti della legge anche la costruzione di piccole opere monumentali (cippi, stemmi, lapidi e via dicendo) finalizzate a ricordare storie od eventi delle comunità locali riferite alla Grande Guerra. Motivare il diniego con la considerazione che la norma intende valorizzare l’esistente, sta appunto ad indicare una concezione dell’esistente solo "materiale". La memoria storica di una comunità intera non va valorizzata? E l’apposizione di una lapide è sempre il segno di una memoria che si fa "oggetto" a simbolo di una storia comune. Ma tutto questo non è passato.
Per questo ci siamo astenuti.




