PERCHÉ MI RICANDIDO
Per almeno tre buoni motivi.
Innanzitutto, la Regione
ha competenze dirette su molti problemi di carattere sociale di grande
rilevanza per i cittadini: la sanità e tutti gli interventi sociosanitari, il lavoro
e l’occupazione, le politiche per le famiglie e per l’infanzia, l’istruzione,
la scuola e il rilancio dell’università e della ricerca, lo sviluppo
dell’associazionismo, il volontariato, il diritto allo studio, la cultura in
tutti i suoi vari aspetti, le politiche assistenziali sia pubbliche che
private, l’accoglienza degli stranieri, la cooperazione internazionale. Tutte
tematiche in cui credo, su cui ho sempre lavorato e che danno senso pieno ad un
impegno di vita.
In secondo luogo, perché,
dopo lo svolgimento di un primo mandato, credo di aver accresciuto ulteriormente le mie competenze
in materia e di aver acquisito anche una conoscenza della metodologia di funzionamento
della complessa macchina legislativa, che è indispensabile e preziosa per agire in modo più efficace in un
eventuale prossimo mandato.
In terzo luogo per una
questione di stile. La mia storia professionale ed associativa di insegnante, preside e dirigente di
associazione, mi fanno agire con logiche e mentalità che non sono il riflesso
di un apparato di partito, ma quello di un uomo di società civile, fino al
midollo. E credo che questo sia un grande valore aggiunto.



